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Taxnews 8.2018 | Abrogazione dello Split Payment per i professionisti
16/7/2018
Con il D.L. n. 87 del 12 luglio 2018, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 luglio scorso ed entrato in vigore il giorno successivo (cosiddetto Decreto Dignità) è stata abolita l’applicazione del meccanismo dello Split Payment per i professionisti che effettuano prestazioni nei confronti della Pubblica amministrazione e soggetti assimilati ai fini dello Split Payment ai sensi dell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972.

1. Decorrenza e ambito di applicazione La soppressione dello Split Payment riguarda i compensi assoggettati a ritenuta alla fonte (sia a titolo d’imposta sia a titolo di acconto) di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 600/1973, per i quali è emessa fattura successivamente alla data di entrata in vigore del decreto (il giorno della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), quindi sono interessate le fatture emesse a partire dal 15 luglio 2018, indipendentemente dal momento i cui è resa la prestazione professionale.
L’abolizione dello Split Payment riguarda i servizi resi dai professionisti nei confronti della pubblica amministrazione e dei seguenti soggetti, elencati nell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972 (verso i quali in precedenza era obbligatoria l’applicazione dello Split Payment):
  • 1. enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona;
  • 2. fondazioni partecipate da pubbliche amministrazioni per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%;
  • 3. società controllate di fatto (con voti sufficienti ad esercitare una influenza dominate nell’assemblea ordinaria) direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri o dai Ministeri;
  • 4. società controllate di diritto (con la maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria), direttamente o indirettamente, da Pubbliche amministrazioni o da enti e società di cui ai punti 1, 2, 3 e 5;
  • 5. società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, da pubbliche amministrazioni o da enti e società di cui ai punti 1, 2, 3, 4;
  • 6. società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana identificate ai fini IVA (per le quali, con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze può essere individuato un indice alternativo di riferimento per il mercato azionario).

2. Note di variazione Si segnala che vi possono essere situazioni in cui il documento emesso dal professionista, anche successivamente alla pubblicazione del decreto in commento, debba comunque applicare lo Split Payment: è il caso delle note di variazione in diminuzione, ex art. 26 della Legge IVA, relative a fatture emesse in regime di Split Payment, le quali, come precisato dall’Agenzia delle Entrate, devono tenere conto del regime della fattura originaria.
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Pur essendo stata posta la massima cura nel predisporre le notizie che precedono, anche considerando la necessità di fornire notizie il più possibile sintetiche e tempestive, qualora le stesse debbano essere utilizzate per decisioni aziendali o, comunque, in occasione dell’applicazione delle relative norme di legge, Vi invitiamo a contattarci per un esame più approfondito di ogni specifico argomento.
 
 
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