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Taxnews 2.2019 | Legge di Bilancio 2019 - novità fiscali di interesse
21/1/2019
Con la presente Taxnews iniziamo l'illustrazione delle principali novità fiscali della legge di Bilancio 2019, riferite a imprese e professionisti, che proseguirà con le prossime Taxnews.

1. Rivalutazione dei beni d'impresa
Sono stati riaperti i termini per effettuare la rivalutazione dei beni d'impresa, secondo la consolidata disciplina, che consente di iscrivere nell'attivo patrimoniale, con riconoscimento fiscale, maggiori valori in relazione a tali beni, a fronte del versamento di un'imposta sostitutiva.

Possono beneficiare della misura in commento tutti i soggetti operanti in regime di impresa, come società di capitali, enti commerciali, società di persone commerciali, imprenditori individuali ed enti non commerciali (questi ultimi limitatamente ai beni appartenenti alla sfera "commerciale"), incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti.
Possono essere rivalutati tutti i beni materiali e immateriali, con esclusione dei beni "merce", nonché le partecipazioni in società controllate e collegate ai sensi dell'art. 2359 del Codice Civile, costituenti immobilizzazioni, risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso al 31.12.2017.
E' previsto che la rivalutazione debba essere eseguita nel bilancio dell'esercizio successivo a quello in corso al 31.12.2017 il cui termine di approvazione scade successivamente al 1 gennaio 2019 (quindi si tratta del bilancio al 31.12.2018, per i soggetti "solari").
I maggiori valori sono riconosciuti con il pagamento di un'imposta sostitutiva pari:
- al 16%, per i beni ammortizzabili;
- al 12%, per i beni non ammortizzabili.
L'imposta sostitutiva dovrà essere versata in un'unica soluzione, entro il termine per il versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d'imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita. Gli importi da versare possono essere compensati ex D.Lgs. n. 241/1997. Il saldo attivo della rivalutazione può essere affrancato, anche parzialmente, con il pagamento di un'imposta sostitutiva in misura del 10%, da versare entro gli stessi predetti termini dell'imposta sostitutiva sulla rivalutazione.

Gli effetti della rivalutazione (ai fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP, in relazione all'ammortamento, al plafond per il calcolo delle spese di manutenzione e ai fini della disciplina delle c.d. società non operative), decorrono:
  • per i maggiori valori iscritti, come regola generale, dal terzo esercizio successivo a quello in cui la rivalutazione è eseguita (dal 2021, per i soggetti "solari");
  • dal periodo d'imposta in corso alla data del 1° dicembre 2020, per i maggiori valori iscritti, limitatamente ai beni immobili;
  • per le plusvalenze e le minusvalenze, dall'inizio del quarto esercizio successivo (dal 2022, per i soggetti "solari"). E', infatti, previsto che se i beni vengono ceduti in data anteriore all'inizio del quarto esercizio successivo al periodo di rivalutazione, le plusvalenze e minusvalenze saranno fiscalmente calcolate sui valori ante rivalutazione.

Il riconoscimento fiscale dei maggiori valori iscritti in bilancio è consentito anche ai contribuenti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali. Per tali soggetti l'importo corrispondente ai maggiori valori oggetto di riallineamento, al netto dell'imposta sostitutiva sulla rivalutazione, è vincolata in una apposita riserva in sospensione d'imposta ai fini fiscali. Tale riserva può essere affrancata come il saldo attivo di rivalutazione (quindi con aliquota del 10%).

2. Aumento della deduzione IMU sui fabbricati strumentali
A partire dal periodo d'imposta 2019 è stata innalzata dal 20% al 40% la deduzione, dal reddito d'impresa o di lavoro autonomo, dell'IMU relativa agli immobili strumentali. Sono interessati sia i fabbricato strumentali per natura (categorie catastali A/10, B, C, D ed E) sia quelli strumentali per destinazione. Come precisato dall'Agenzia delle Entrate, non rientrano nella deduzione gli immobili ad uso "promiscuo", ossia quelli utilizzati sia per l'attività d'impresa o professionale sia per scopi personali.
Si evidenzia che per gli immobili posseduti dai professionisti, si considerano strumentali solamente quelli utilizzati esclusivamente per lo svolgimento dell'attività di lavoro autonomo, non esistendo per il lavoro autonomo la nozione di immobile strumentale per natura.

3. Abrogazione dell'ACE
è stata abrogata, con decorrenza dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018, l'intera disciplina dell'agevolazione ACE, Aiuto alla crescita economica, che consentiva di portare in deduzione dal reddito complessivo netto dell'impresa un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio. La soppressione dell'ACE è stata "compensata" con altri meccanismi incentivanti, tra i quali l'IRES ridotta per gli utili reinvestiti, di cui al successivo paragrafo.
L'agevolazione resta quindi in vigore ancora per il periodo d'imposta in corso al 31.12.2018, seppure con un coefficiente ulteriormente ridotto all'1,5%, rispetto a quello dell'1,6% applicato per il periodo d'imposta precedente. Sebbene dal 2019 l'agevolazione ACE è dunque soppressa, tuttavia, sarà ancora possibile riportare in avanti le eccedenze ACE formatesi fino al 2018, che potranno essere utilizzate nei periodi d'imposta successivi.

4. IRES ridotta al 15% sugli utili reinvestiti dei soggetti IRES, degli imprenditori individuali e delle società di persone commerciali
Dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 (quindi dal 2019, per i contribuenti con esercizio coincidente con l'anno solare), è stato introdotto un regime di tassazione IRES ridotta di nove punti percentuali (quindi al 15%), degli utili reinvestiti per l'acquisizione di beni materiali strumentali e/o per l'incremento dell'occupazione. Possono usufruire dell'agevolazione i soggetti IRES e i soggetti IRPEF (anche in contabilità semplificata, a determinate condizioni).
In particolare, sarà tassato con IRES al 15% (in luogo del 24%) la parte di reddito complessivo netto dichiarato dalle società ed enti di cui all'art. 73 del TUIR, corrispondente agli utili del periodo d'imposta precedente a quello per il quale è stata presentata la dichiarazione, nei limiti del minore tra:
  • la somma tra l'importo degli investimenti in beni strumentali nuovi e l'incremento occupazionale;
  • l'ammontare degli utili accantonati a riserve disponibili (sono quindi escluse le riserve derivanti da processi valutativi).

Con riferimento ai soggetti IRPEF, l'agevolazione consiste nell'applicare alla quota parte del reddito complessivo attribuibile al reddito d'impresa le aliquote IRPEF di cui all'art. 11 del TUIR ridotte di 9 punti percentuali a partire da quella più elevata.
E' stato, inoltre, previsto un meccanismo di riporto delle eccedenze di utili e dei parametri per il calcolo dell'agevolazione.
Sono esclusi dall'agevolazione:
  • i beni immateriali;
  • i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d'imposta, di cui all'art. 164 comma 1, lett. b-bis) del TUIR;
  • gli immobili.


5. Introduzione della cedolare secca per le locazioni commerciali degli immobili categoria di catastale C/1
La legge di Bilancio 2019 ha previsto la possibilità di optare per la tassazione a cedolare secca (imposta sostitutiva del 21%) per i contratti di locazione stipulati dal 1° gennaio 2019 relativi ad unità immobiliari di categoria catastale C/1 (negozi e botteghe), purché di superficie non superiore a 600 mq, escluse le pertinenze anche se locate congiuntamente. E' previsto che non si potrà applicare il regime a cedolare secca ai contratti stipulati nel 2019, qualora al 15 ottobre 2018 risultino in corso contratti non scaduti, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotti anticipatamente rispetto alla scadenza naturale.
6. Estensione del regime forfettario per persone fisiche imprenditori e professionisti, di cui alla Legge n. 190/2014
Con la legge di Bilancio in commento vengono modificati i requisiti di accesso e le cause di esclusione dal regime forfettario di cui alla Legge n. 190/2014. Dal 1° gennaio 2019, infatti, potranno applicare il regime forfettario, di cui alla predetta Legge (commi da 54 a 89), le persone fisiche che esercitano attività d'impresa, professionali o artistiche con ricavi o compensi conseguiti nell'anno precedente non superiori a 65.000 euro.

La legge di Bilancio, infatti, ha elevato i limiti dei ricavi o compensi da non superare per poter accedere al regime. Si evidenzia che il regime forfettario è un regime naturale, salvo opzione (valida per almeno un triennio) per l'applicazione dell'IRPEF e dell'IVA nei modi ordinari.

Non viene modificata la disciplina generale del regime forfettario, come, ad esempio, determinazione del reddito, semplificazione degli adempimenti, esclusione da IVA, indetraibilità dell'IVA sugli acquisti, esenzione da assoggettamento a ritenuta d'acconto da parte del sostituto d'imposta, esenzione dall'obbligo di agire in qualità di sostituto d'imposta.
In particolare, dunque, resta invariata anche la regola secondo la quale i soggetti forfettari determinano il reddito imponibile, soggetto ad imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività), applicando all'importo dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività previsto nell'allegato 4 alla legge di Stabilità 2015, diversificato a seconda del codice ATECO, e deducendo ulteriormente i contributi previdenziali versati in base a norme di legge. Invariata è anche l'aliquota del 5% (anziché 15%) a titolo di imposta sostitutiva per i primi cinque anni di esercizio dell'attività, in presenza dei requisiti di cui al comma 65 della Legge n. 190/2014.

Sono, inoltre, stati abrogati i limiti connessi al sostenimento di spese per lavoro dipendente e assimilate (euro 5.000) e per beni strumentali (20.000 euro), le quali quindi, dal 1° gennaio 2019, non devono più essere computate ai fini dell'accesso o della permanenza nel regime. Per effetto della legge di Bilancio in esame, è previsto che non possono utilizzare il regime forfettario le persone fisiche la cui attività d'impresa o di lavoro autonomo sia esercitata, prevalentemente, nei confronti di datori di lavoro, o soggetti direttamente o indirettamente ad essi riconducibili, con i quali: a) sono in corso rapporti di lavoro, oppure, b) erano intercorsi rapporti di lavoro nei due periodi d'imposta precedenti.
La causa che precludeva l'accesso al regime forfettario connessa al possesso di partecipazioni viene modificata come segue. Non possono beneficiare del regime forfettario coloro che esercitano attività d'impresa, arte o professione che, contemporaneamente all'esercizio dell'attività:
  • partecipano a società di persone, associazioni o imprese familiari (art. 5 del TUIR);
  • oppure, controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dai medesimi esercenti attività d'impresa, arte o professione.

Si evidenzia, infine, che i contribuenti in regime forfettario di cui alla Legge n. 190/2014 non sono tenuti alla emissione della fattura elettronica nei rapporti B2B e B2C.

7. Nuova imposta sostitutiva per imprese individuali e lavoratori autonomi con ricavi/compensi tra 65.001 euro e 100.000 euro
A decorrere dal 1° gennaio 2020, viene istituita un'imposta sostitutiva (dell'IRPEF, delle relative addizionali regionali e comunali e dell'IRAP), con un'aliquota del 20%, applicata sui redditi d'impresa e di lavoro autonomo delle persone fisiche che hanno conseguito nel periodo d'imposta precedente ricavi o compensi compresi tra 65.001 euro e 100.000 euro.

Le condizioni che precludono l'utilizzo del nuovo regime sono analoghe a quelle previste per il regime forfettario di cui alla Legge n. 190/2014. Diversamente dal regime forfettario, in questo caso il reddito d'impresa o di lavoro autonomo è determinato con i criteri ordinari. I contribuenti che applicano questo regime di imposta sostitutiva sono esonerati dall'applicazione dell'IVA e delle ritenute sui loro compensi, oltre che dall'obbligo di operare le medesime ritenute.

8. Sanatoria per le irregolarità formali
Il D.L. n. 119/2018 ha previsto una sanatoria riguardante le "irregolarità formali". In particolare, mediante il versamento di una somma pari a 200 euro per ciascun periodo d'imposta cui le violazioni formali si riferiscono, si potranno regolarizzare tutte "le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti, di natura formale, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, dell'IVA e dell'IRAP e sul pagamento dei tributi, commesse fino al 24 ottobre 2018".

Il pagamento di 200 euro per ogni annualità deve essere eseguito in due rate di pari importo, con scadenza 31 maggio 2019 e 2 marzo 2020. La norma non chiarisce se si potrà estinguere il debito mediante la compensazioni con altri crediti tributari mediante il modello F24. Si segnala, tuttavia, che, ai fini della concreta applicazione della procedura, occorre attendere i provvedimenti attuativi dell'Agenzia delle Entrate, che potrebbero contenere anche tale indicazione.
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Pur essendo stata posta la massima cura nel predisporre le notizie che precedono, anche considerando la necessità di fornire notizie il più possibile sintetiche e tempestive, qualora le stesse debbano essere utilizzate per decisioni aziendali o, comunque, in occasione dell’applicazione delle relative norme di legge, Vi invitiamo a contattarci per un esame più approfondito di ogni specifico argomento.
 
 
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